Italianità brasiliana – 2

Italianità brasiliana – 2

L’identità italiana dei brasiliani

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Come abbiamo visto nella prima parte della trilogia sull’immigrazione italiana in Brasile, a cui si può accedere a Italianitá brasiliana 1, gli italiani hanno costruito la loro identità di italiani fuori e lontani dall’Italia nel corso degli anni. Sebbene alcuni siano tornati al loro paese d’origine, la maggior parte si è stabilita qui definitivamente, sia nelle aree rurali che urbane. Formarono, con molto lavoro e fatica, un folto gruppo di forti tradizioni e iniziarono, probabilmente senza saperlo, a fare del Brasile il più grande Paese italiano fuori dall’Italia per numero di discendenti.

Secondo i dati del 2020 riportati dal Rapporto Italiani Nel Mondo, attualmente in Brasile vivono 477.952 italiani: siamo secondi solo all’Argentina. Tuttavia il numero di discendenti è il più grande al mondo, siamo circa 25 milioni di discendenti italiani. E questo fatto è molto facile da verificare, basta prestare attenzione ai cognomi delle persone.

Il Brasile ha accolto 1,4 milioni di italiani tra il 1870 e il 1920, il che corrisponde al 42% del numero totale di immigrati ricevuti, secondo un rapporto dell’Istituto brasiliano di geografia e statistica (IBGE) nel 2007. Il gran numero di italiani nella città ​di San Paolo nel 1901 le valse l’identificazione di “città italiana”. Nelle fabbriche di San Paolo rappresentavano il 90% dei 50.000 lavoratori.

Nonostante questi numeri, cercare di quantificare quanto un individuo si identifica con l’una o l’altra etnia è un compito molto difficile. Nel tentativo di comprendere meglio l’identità etnica degli immigrati, compresi gli italiani, due ricercatori, Hoffman e Walker, nel 2010, hanno formulato un questionario. L’approccio si basava su informazioni sul patrimonio culturale e linguistico, sui costumi e includeva anche la discriminazione.

Cosa accadrebbe se utilizzassimo questo strumento, il questionario, per valutare l’identità italiana dei brasiliani? Immagino che saremmo sorpresi di scoprire che ereditiamo molto di più dei geni e della pizza. Stereotipi e meme a parte, l’italiano è sempre visto come un essere allegro, molto comunicativo, che parla a voce alta e con le mani, la sua Mamma è tutto, è passionale e ovviamente ama la pasta.

Quanta di questa italianità è stata incorporata dai brasiliani, anche non discendenti? Chi osa dire che odiano la musica italiana o la buona pasta la domenica? Ma affidarsi esclusivamente alla musica e alla cucina significherebbe semplificare eccessivamente l’enorme influenza che la cultura italiana ha sulla cultura brasiliana, soprattutto negli stati in cui il flusso di immigrati è stato maggiore: le regioni del sud e del sud-est. Occorre aggiungere, come minimo, il legato architettonico, artistico, religioso e delle feste popolari.

Nella città di San Paolo, l’architettura italiana può essere vista nelle case dei quartieri dove si concentravano gli operai dell’industria, come Moóca e Belenzinho. Imponenti edifici ideati e/o progettati dagli italiani e dai loro discendenti sono diventati simboli della capitale di San Paolo, come il magnifico Teatro Comunale e i Palazzi Martinelli, Italia e Matarazzo, quest’ultimo attuale sede del municipio di San Paolo.

Nelle arti, l’influenza italiana è innegabile. Molti artisti italiani si stabilirono in Brasile, così come i brasiliani andarono a studiare in Italia. Tra gli italiani possiamo citare Eliseu Visconti e Antonio Ferrigno. E senza dubbio, tra i tanti discendenti italiani che non si dimenticano mai, ci sono Cândido Portinari e José Pancetti.

Le feste popolari, solitamente legate alle tradizioni e ai santi cattolici, hanno sicuramente conquistato il cuore e lo stomaco dei brasiliani. Sempre innaffiato dal buon vino, la più famosa di San Paolo è Nossa Senhora Achiropita, che si svolge nel quartiere di Bixiga. Coloro che sono interessati a saperne di più, l’agenzia di stampa italiana, ANSA-Brasil, ha pubblicato le 10 feste italiane più tradizionali e conosciute in Brasile. Accesso:

https://ansabrasil.com.br/brasil/noticias/italianos/noticias/2017/07/25/ama-a-italia-saiba-onde-curtir-10-festas-italianas-no-brasil_9482ba93-5172- 427e-94f7-de2ca7b2a4c7.html

La presenza italiana si rivela anche quando si verifica che esistono quattro località denominate Nova Veneza, in riferimento alla città turistica di Venezia in Italia: due comuni (uno a Santa Catarina e un altro a Goiás), un quartiere a Paulínia – SP e un distretto di Sumaré – SP.

La lingua – uno dei patrimoni più significativi – sarà debitamente evidenziata nella prossima pubblicazione qui nel Diário do Engenho.

Oggi i discendenti non sono più identificati da accenti o stereotipi. Ora siamo tutti brasiliani! Anche quei discendenti di altri popoli assimilarono la cultura, la lingua e i costumi italiani. L’italianità è in tutti noi!

 

 

 

 

 

Beatriz Funayama Alvarenga Freire è una dottoressa, cantante e atleta. Dottorato in Medicina presso l’Università Statale Paulista (Unesp), Post-Dottorato in Medicina presso la Rijkuniversiteit Groningen – Paesi Bassi e Master in Linguistica presso l’Università di Campinas (Unicamp).

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